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MUSEO STORICO DEL PARMIGIANO REGGIANO 

e della civiltà contadina della Val d'Enza


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CENNI STORICI

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Nel contesto di una originale casa colonica, dove le testimonianze della vita di una famiglia patriarcale contadina del tempo ricostruiscono gli ambienti rurali autentici dalla cucina alla camera da letto, la stalla, il fienile, le stanze per la lavorazione dei formaggi e le cantine creano un suggestivo contorno al museo etnologico che si è voluto costituire per esporre tutti quegli oggetti che fanno parte della tradizione contadina delle nostre terre: una tradizione ormai quasi perduta ma ancora visibile negli antichi manufatti, negli strumenti agricoli usati fino agli anni '50 nelle campagne reggiane.

MUSEO - CASA COLONICA

Piano terra: 

Il piano terra è composto da tre sezioni.

Nella prima sezione o ingresso sono esposti i carri ossia i mezzi di trasporto per eccellenza. Il carro reggiano è costituito da una parte strutturale, il letto del carro, chiamato così perché lungo e rettangolare, da una parte frontale spesso decorata con simboli, da una robusta intelaiatura di sostegno, da due assali e dalle ruote che dovevano essere molto massicce con raggi resistenti agli urti. Utilizzato per il trasporto, II carro occasionale, per i matrimoni vi era il "Carro della sposa", caratterizzato da decorazioni con il sole e i fiori, riferite alla fertilità augurata alla donna. Il carro era fondamentale anche per San Martino giorno dedicato ai traslochi, all'epoca detto "San Martein". La seconda sezione è costituita da una stalla con due serie di "poste": in quella di destra sono riportate le stanze dell'abitazione dove si svolgeva la giornata del contadino, mentre nella parte sinistra sono esposti gli strumenti delle attività che si praticavano nella stalla e non solo.

 

ZONA GIORNO

Nella parte destra della stalla sono stati riportati alcuni ambienti della casa: la cucina, la stanza della tessitura, l'angolo per il lavoro a maglia e la dispensa. Si ammira una tavola apparecchiata, un mobile per le farine e un girello, detto "scantador", che i bambini utilizzavano per imparare a camminare. Centro della casa e della vita familiare era il caminetto (con i cavdoun che sono in coppia nel focolare), simbolo e segno del focolare domestico, luogo in cui, tutti riuniti, ascoltavano i racconti dei nonni. 

Segue la ricostruzione del sottoscala che conteneva mobili e recipienti per la conservazione del cibo. Nella parte sinistra si trova la riproposizione della stalla stessa, caratterizzata da "la posta", luogo riservato alla mucca, abbastanza spazioso da poter accogliere un eventuale vitellino. Proseguendo si incontra un settore dedicato all'aia, raccontata attraverso i relativi attrezzi successivamente sono in mostra gli oggetti del sellaio e del maniscalco.

 

LA STANZA DEL LATTE

La terza sezione del piano terra è dedicata agli attrezzi per la produzione del formaggio e per il trasporto del latte. Il latte veniva portato ai caseifici in pianura mediante dei carrettini e nelle zone appenniniche o di montagna con un contenitore a zaino o un bilanciere. Per quanto riguarda il formaggio sono esposti utensili come il doppio fondo per scaldare il latte, la zangola, il bilancione per pesare le forme e diversi tipi di grattugie.

 

GLI ARTIGIANI NEL MONDO RURALE

In questa sezione, adiacente alla stanza del latte, sono riorganizzati gli ambienti di lavoro dei due artigiani che collaboravano maggiormente con il mondo rurale: il falegname e il fabbro. Entrambi lavoravano nella stessa bottega, perché la loro collaborazione era indispensabile per la costruzione di attrezzi come il carro ed il suo componente principale: la ruota. Oltre a loro il contadino si rivolgeva ad altri artigiani specializzati: il sellaio, il calzolaio, tutti questi personaggi maniscalco, l'arrotino gravitavano attorno al mondo rurale ed aiutavano il contadino a costruire i suoi attrezzi e ripararli. Erano professionalità indispensabili per il buon funzionamento di una comunità rurale e di una intera borgata.

 

PRIMO PIANO

Nel vecchio fienile, collocato sopra alla stalla, sono esposti gli attrezzi per la lavorazione dei campi e alcuni utensili domestici. La prima parte è occupata dagli aratri di diverso tipo. L'aratro poteva essere con o senza carrello. discissore se creava solamente una traccia sul terreno o rivoltatore se rivoltava il terreno. L'aratro serviva per preparare il terreno alla semina ed era trainato principalmente da buoi vincolati all'attrezzo tramite i gioghi. Questi tipi di lavori pesanti erano propri degli uomini mentre le donne si occupavano dei lavori domestici, come la filatura di lana e canapa e il bucato fatto a mano, attività che qui sono richiamate attraverso gli antichi strumenti utilizzati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ZONA NOTTE

Infine, sempre al primo piano ma dalla parte opposta, vi sono arredate come lo erano un tempo, le camere da letto del contadino e del proprietario terriero. Il letto del contadino era costituito da due cavalletti sormontati da assi di legno e da un pagliericcio o un materasso di lana di pecora, resa soffice dalla lavorazione a mano. Di fianco al letto matrimoniale vi sono due comodini a mensola il lettino per il bambino più piccolo, circondato dalla rete di protezione. Nella stanza attigua è esposta una raccolta di giochi che utilizzavano i bambini nelle varie età: bambole, cavallo a dondolo e carretti di vario tipo costruiti dai ragazzini più grandi. I giochi bisognava costruirseli e ingegnarsi per il loro buon funzionamento.

 

CANTINA SOTTERRANEA

L'ultimo spazio visitabile è quello della cantina, luogo in cui sono collocati tutti gli attrezzi per la produzione del vino, come la mostadora, ovvero la pigiatrice a piedi, il tino per la fermentazione, il torchio per pressare il mosto fermentato dopo aver tolto il vino, il filtro per i vini più pregiati, le botti per il primo invecchiamento, le damigiane per la conservazione finale e le bottiglie per il consumo. Il prodotto finale era il Lambrusco, vino tipico di queste zone, derivato da antichi vitigni come: la Grasparossa, il Montericco, l'Uva d'oro, la Lancellotta, ecc...

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