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MUSEO STORICO DEL PARMIGIANO REGGIANO 

e della civiltà contadina della Val d'Enza


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tel: 0522 871271 - Associazione "La Barchessa"

email:

- ass.labarchessa@libero.it

museodelparmigianoreggiano@gmail.com

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Il museo in pillole #1

Il museo in pillole #2

Il museo in pillole #3

Il museo in pillole #4

Il museo in pillole #6

Il museo in pillole #5

Il museo in pillole #7

[...]"Siamo nel museo del Parmigiano Reggiano di Villa Aiola che ha origini nel 1983, dalla ricostruzione del casello a legna avvenuta sei anni prima nel 1977 è stata ricostruita e ricreata l'ambientazione del nostro territorio e la casa colonica dei lavori dei campi e lavori intorno la casa stessa.

La produzione del Parmigiano Reggiano che si può vedere presso il casello storico ma ha una sua storia che si svolge nei campi, di conseguenza tutte le attrezzature attive, queste attività era giusto salvarle e unirle in unico ambiente."

 

[...]"Cominciamo dalla lavorazione dei campi che in Val d'Enza significa soprattutto produzione di foraggio per la produzione del Parmigiano Reggiano quindi la costruzione dei prati stabili che dovevano essere irrigati e quindi occorrevano sia le acque dell'Enza che le acque dei pozzi.
Il campo aveva perfettamente un'unica inclinazione perché potesse essere irrigato per scorrimento, naturalmente provocava un'erosione del terreno stesso con l'andare del tempo."

 

[...]"Oltre al prato stabile e agli erbai dovevano essere anche garantite altre coltivazioni che potessero essere non solo di complemento ma garantire una autonomia all'azienda agricola per quanto riguarda soprattutto la produzione di grano e naturalmente il pane poi del granturco per la polenta durante la stagione invernale.
In particolare per quanto riguarda la mietitura, verso fine giugno e primi di luglio, quel periodo era il più importante dell'anno, l'attrezzo fondamentale per la mietitura era la falce messora, ce ne erano di due tipi: quella comune a lama larga ed una chiamata “Spadèin” molto più sottile."

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